“Son venuto da lontana via per stare in mezzo a questa compagnia..”

Ci si può preparare alla morte o non farlo, si può soffrire per una persona cara che all’improvviso non c’è più e ci si può illudere che dopo sei anni di malattia e dall’altra parte del mondo ascoltare certe parole non faranno tanto male.

In realtà sono tutte cavolate, perchè quando arriva quella chiamata si impazzisce allo stesso modo e l’unica cosa sensata da fare è prendere un aereo, supplicando dall’altra parte del mondo di aspettarti per un ultimo saluto.

Dopo tre anni e mezzo di missione, a pochi mesi dal mio rientro, è successo; non è stato facile e probabilmente non lo è ancora, ma fa parte delle proprie scelte di vita e per quanto non mi sia mai piaciuta l’espressione qui largamente usata “Faz parte”, in realtà è proprio così.

Sono ritornata in Bahia e come sempre il tempo per fermarsi è difficile da trovare.

Il 21 di settembre tanto atteso è arrivato: il Matrimonio Comunitario. Qui a Nova Redençao non si era mai celebrato prima e le aspettative erano tante: 5 coppie, dai 30 ai 65 anni, chi già sposato in comune chi no, insieme chi da 15 chi da 28 anni, con figli e nipoti.

Coppie attive nella comunità cattolica che per svariati motivi non avevano ancora detto di si davanti a Dio; da circa un anno si incontravano mensilmente, accompagnati dal don e da una suora in maniera particolare.

Si sono preparati e hanno organizzato tutto in maniera impeccabile: la cerimonia, i canti, i vestiti tutti dello stesso colore e alla fine il momento della condivisione, la torta che è stata servita a tutti i presenti alla fine della messa.

É stato un giorno importante, non solo per queste 5 coppie, ma per tutta la comunità che condivide tutto, sia i momenti felici, sia i momenti meno felici.

Un’attività importante che sto seguendo insieme ai servizi sociali del paese è un progetto chiamato “Gruppo di inclusione”: in pratica è un gruppo che include bambini dai 4 anni a giovani di 30, alcuni con disabilità più gravi altri con meno, alcuni con difficoltà di socializzazione, altri semplicemente che hanno scoperto per caso l’esistenza del gruppo.

Quello che facciamo è riunirci per fare arte insieme, e la cosa più bella è che si chiacchiera, ci si conosce, ci si aiuta, a volte si litiga anche, senza vedere nessuna diversità nell’altro, ognuno con la sua personalità.

Uno dei più piccoli ha solo 4 anni e il più grande (con paralisi celebrale) ne ha 30; bè dal primo momento è stato amore e il piccolo aiuta il grande con le maggiori attenzioni.

 

Ieri invece ci sono state in tutto il Brasile le votazioni per decidere i nuovi Consiglieri Tutelari che a partire dal primo gennaio 2020 e per quattro anni attueranno nei diversi municipi.

Qui in paese sono stati eletti in 5, in base al numero degli abitanti; è stata una giornata lunga, dalle 8 del mattino fino alle 17 si è votato e poi c’è stato lo spoglio delle schede; a mezzanotte e mezza si sono saputi i risultati, in parte attesi e in parte no.

Il Consiglio tutelare è un organo permanente e automo; i consiglieri, scelti dai cittadini, hanno il compito di assicurare i diritti dei bambini e degli adolescenti, definiti per legge.

Non è un compito facile, ma speriamo che i nuovi eletti possano attuare al meglio, in particolare in questo momento storico in cui stiamo vivendo.

Durante la giornata di votazione ogni candidato sceglie 3 persone di fiducia per essere presenti nelle sede elettorale per fiscalizzare e denunciare eventuali problemi. Una ragazza mi ha chiesto di essere sua fiscale e posso assicurarvi che è stata una giornata lunga =D. Purtroppo lei non è stata eletta, ma per me è stato un giorno di apprendimento, un’esperienza per conoscere un pò di più le persone e alcune dinamiche di questa cultura..anche questa è missione =)

“Son venuto da lontana via per stare in mezzo a questa compagnia..”

Con amore ed allegria il tuo ricordo non andrà mai via.

Ciao Nonno

 

Vanessa

Nova Redenção

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