Tessitori di fraternità. Eccomi manda me!

 

Sabato 17 ottobre nella Chiesa di San Michele Arcangelo, di Pieve Modolena, si è svolta la veglia diocesana alla vigilia della 94esima Giornata Missionaria Mondiale: “Eccomi manda me!” (messaggio di Papa Francesco). La veglia dal titolo: “Tessitori di fraternità” è stata presieduta dal Vescovo Massimo con mandato di invio a Donata Frigerio della parrocchia di Castelnovo Sotto, consacrata nell’Ordo Virginum, prossima partente per la Repubblica democratica del Congo e mandati di rientro ai volontari tornati dalle missioni diocesane di Madagascar e Albania.

All’inizio, il parroco don Daniele Casini ha ringraziato il Vescovo e i presenti sottolineando come in parrocchia e nell’Unità Pastorale si è attivato fattivamente per questa celebrazione il gruppo di cantori (tutti diplomati nell’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia) e soprattutto per la collaborazione del Gruppo missionario voluto già anni fa dall’indimenticato don Leo Fontana con una connotazione incisiva ma discreta che da sempre ha collaborato con il Centro Missionario e le sue proposte di animazione.

La prima parte della Veglia è stato un ascolto di due personaggi biblici: Giona e San Paolo coinvolti in un dialogo immaginario e la loro differente reazione di fronte alla chiamata, alla tempesta che coinvolge la loro (ma anche le nostre vite) e alla salvezza come esito finale di una vita vissuta sotto lo “sguardo di Dio”.

Il Vescovo Massimo ha continuato la riflessione nella sua omelia dove ha rimarcato all’inizio che in tutti c’è una chiamata a partire dal Battesimo. Esso è una chiamata efficace per immedesimarci con la persona di Cristo, l’inviato del Padre. Tanto più quindi la nostra vita si lascerà trasformare dai Sacramenti ricevuti, dalla Parola di Dio e dalla preghiera, tanto più parteciperemo con i nostri comportamenti alla missione. Infatti proprio a partire del Battesimo c’è da scoprire in noi una vocazione missionaria. La Giornata Missionaria Mondiale ci riporta quindi ogni anno al centro del nostro vivere da Cristiani con la missione che non è un’aggiunta ma deve essere una “esplosione” di annuncio verso gli altri. Naturalmente, come è successo al profeta Giona, ci potranno essere delle resistenze e la tentazione di fuggire dai nostri impegni, ma l’unica cosa importante che ci chiede il Padre è quella di fidarci di Lui: molto spesso le tempeste che ci attraversano derivano dall’aver abbandonato la “mano di Gesù” che ci sorregge e guida (come ha fatto anche sul mare di Galilea con l’apostolo Pietro). Anche noi oggi stiamo vivendo un periodo di incertezza, di solitudine e di deriva (in riferimento alla pandemia da Covid-19), ma è proprio in queste circostanze che Dio ci chiede di essere missionari in qualunque luogo che ci troviamo ad abitare. Egli infatti non abbandona mai l’uomo e continuamente ci guida per mostrarci il suo progetto di salvezza. Se quindi riscopriamo questo grande dono della fede la tempesta può anche rimanere, ma sicuramente avremo gli “attrezzi” per superarla. Ma soprattutto nelle situazioni di incertezza il nostro cuore si purifica e così siamo guidati a ciò che conta realmente: la Salvezza eterna! Perciò la missione di Donata per il Congo e quella dei volontari rientrati si inserisce in questo contesto.

Dopo aver ricevuto il Crocifisso e gli altri missionari il mandato di rientro, Donata, Chiara (10 anni di Madagascar) e Paolo (1 anno trascorso in Albania) hanno fatto la loro testimonianza. Donata ci ha raccontato che andrà a lavorare nella “Casa del bambino” nella zona martoriata di Bukavo dove si accolgono soprattutto bambine considerate “streghe” o con problemi psichici: il progetto tenta di attivare un processo di riconciliazione con le famiglie di origine. Chiara ha parlato dell’Ospedale di Ampasimanjeva (un villaggio dentro il villaggio) che dà la possibilità di curarsi a tante persone che vivono nella campagna. Infine Paolo ha raccontato delle domande che lo hanno spinto a partire e di quelle che ancora gli sono rimaste nel cuore.

Alla fine i ringraziamenti di don Pietro Adani, direttore del CMD) che ha salutato tutti quelli che hanno contribuito e partecipato ricordando che lo slogan per ciascuno deve essere: “Ecco, manda me!”.

A cura di Andrea Bonati del CMD

 

I ringraziamenti di Donata

Grazie,
Questo tempo non ci è propizio, abbiamo fatto appena in tempo a pregare insieme per l’annuncio della Parola fino agli estremi confini del mondo prima di essere rinchiusi nei confini della nostra regione e quasi delle nostre case.
Però possiamo continuare a pregare… le cose di Dio non hanno confini, le nostre frontiere non si vedono dall’aereo che porta in Africa, o in America o altrove. Allora, mentre vi ringrazio per la vostra risposta alla proposta delle cioccolate vi ricordo che abbiamo tutti un gran bisogno di preghiere per tenere il cuore aperto e accogliere Dio. Continuiamo a pregare!
Io mi auguro di partire verso il Kivu subito dopo il 15 gennaio, dal punto di vista congolese non ci sono problemi, da quello italiano vedremo…
Per completare il ringraziamento vi informo che con il Centro Missionario abbiamo raccolto 750 euro per la missione in Congo dalla vendita del cioccolato il 17 ottobre sera (Veglia missionaria diocesana) e da quella alla Parrocchia del Sacro Cuore il 18 ottobre mattina.

Grazie di cuore!
Donata