News dalle missioni

 

NOTIZIE DALL’ AMAZZONIA

La Parrocchia di S. Antonio do Içà si trova lontano da Manaus, molto lontano…

Mi spiego. Geograficamente per intenderci se si vuole andare in aereo a Manaus occorre fare 8 ore di battello fluviale veloce verso Sud S. Antonio -Tabatinga. Dormire una notte in città a Tabatinga nel Centro Diocesi (la vostra Curia) e il gg dopo prendere l’aereo che in 1,5/2 ore ti porta fino a Manaus… 2 gg per intenderci.

Se invece si vuole raggiungere via fiume Manaus si può andare con un battello fluviale veloce (S. Antonio -Manaus) dotato di tutti i confort come un aereo per intenderci e in solo, per dire 29 ore, si arriva nella metropoli di Manaus con oltre 2 milioni di abitanti…

Ecco un piccolo resoconto ricevuto il 23 e 26 aprile…

Carissimi Coraggio. Il male sempre ci fa soffrire quando ci passiamo dentro, tutto il male, quello che dipende da noi, ma anche quello che subiamo.

Quando sarà passato scopriremo che siamo cresciuti, non è una consolazione, non servirebbe, ma è la logica della Storia che rimane nelle mani del Creatore. I nostri “padri” dicevano che Dio sa trarre il bene anche dal male. Continuiamo ad avere fiducia, siamo resilienti in questi tempi oscuri.

Romero ha saputo guardare il male in faccia, ha saputo denunciare con la forza della parola chi si era asservito alla logica del male, senza mai abbandonare coloro che ne erano coinvolti come vittime e come carnefici. Così risuonano ancora le sue parole: ” in nome di Dio vi chiedo, vi imploro, … vi ordino: fermatevi, smettete di uccidere, fermate questa assurda violenza!”.

Vorremmo avere il coraggio di guardare in faccia anche i mali di oggi, non solo come vittime, ma specialmente come responsabili di una nuova storia, una nuova opportunità che sta sorgendo. Vorremmo gridare al mondo con le parole del profeta: ” …ma non ve ne accorgete!”. Dalla povera gente, dai più umili la storia ricomincia sempre, come la tessitura di una nuova stuoia che le mani stanche e tenaci di donna india, allattando il suo futuro, ancora intrecciano.

Ormai la casa è pronta La barca dovrebbe essere pronta, devo solo verificare i documenti. Anche qui le attività sono tutte bloccate.

Giov 23 aprile A Manaus e nelle grandi città la situazione è molto difficile, ma qui all’interno, siamo a 1200 km dopo Manaus risalendo il Rio delle Amazzoni, va un po’ meglio. In città abbiamo  alcuni  casi positivi e nessun morto per ora. Credo dovuto all’isolamento attuato : scuole e chiese chiuse, commercio chiuso, trasporti fluviali cancellati…. Noi per ora stiamo bene e lo spero anche per voi. Un abbraccio forte, Gabri, Gabriel e Fortunato.

Lun 27 aprile  Le immagini di Manaus hanno preoccupato molte persone che ci hanno scritto e alle quali abbiamo prontamente risposto. 

La questione Manaus e che é una metropoli con 2 milioni e mezzo di abitanti e non ha una infrastruttura sanitaria adeguata. Noi siamo a 1200 km all’interno, risalendo il Rio delle Amazzoni. Attualmente a Santo Antonio do Içá ci sono 61 casi positivi di cui 3 ricoverati in ospedale, vli altri sono in quarantena in casa. Per ora non abbiamo nessun morto. La cittá é chiusa: scuole, chiese, commercio e anche i trasporti fluviali. Questo, oltre al clima caldo, aiuta a contenere il contagio. É proibito anche navigare i fiume Içá, quello che percorre tutto il territorio della nostra parrocchia fino al confine colombiano, dovre abbiamo il maggior numero di comunitá oggi isolate. Uso obligatorio della maschera e coprifuoco alle 10 di sera. La polizia sta intervenendo ogni volta che viene denunciata una situazione che metta insieme piú di 10/15 persone….

Quindi anche noi non possiamo fare molto, stiamo in casa e continuiamo a fare alcuni lavori di ristrutturazione. 

Altre cose non saprei cosa dirti, anche noi, come voi, siamo “fermi” e viviamo il tempo della resilienza.

Un grandre abbraccio da tutti noi, ciao gabriel

SAB 2 Maggio.

Qui la situazione non è molto confortante perché i casi stanno crescendo, in città abbiamo 180 casi positivi, 6 ricoverati all’ospedale e 3 decessi… È difficile che le persone rispettino l’isolamento, in questi giorni le strade sono piene e tanta gente in fila per ricevere l’aiuto del governo… la salute pubblica é quella che è e la vigilanza quasi inesistente: questa notte ci hanno rubato tutto in una delle cappelle e non si é trovato un poliziotto per registrare la denuncia… 

La sera alle 19:30 celebriamo la messa in chiesa con la presenza, ogni giorno, di una equipe (4-5 persone) di diverse comunitá dei quartieri della cittá, una per ogni sera. La messa é trasmessa dalla radio comunitária e cosí manteniamo una relazione con tutte le famiglie che desiderano celebrare la fede in comunione col Signore risorto e il popolo di Dio in cammino. Diciamo alle famiglie di tenere la bibbia sul tavolo, accendere una luce segno della fede 

Ma noi stiamo bene e cerchiamo di fare del nostro meglio. 

NOTIZIE DALL’INDIA

In India i casi di COVID 19 registrati fino a oggi (21 aprile 2020) sono circa 18.600 e con 590 morti in tutta l’India. E’ chiaro che non è così semplice la identificazione dei casi in un paese che non ha grandi strumenti per fare i tamponi e ha un’alta percentuale di morti a causa della Tubercolosi polmonare e di altri generi di tubercolosi e un paese dove tante infezioni sono molto diffuse. Fra l’altro la maggior parte sono malattie che avrebbero anche trattamenti medici (a differenza del Corona virus). Le famiglie oggi sono ancora sottoposte al lockdown (tutto bloccato con il coprifuoco) che non permette movimenti fuori casa fino al 3 maggio…Chi rischia di uscire lo fa a sue spese… la polizia carica le persone di bastonate. 

Tenete conto che negli slums (baraccopoli) di Mumbai stare in casa è praticamente impossibile. Oggi parlavo con alcuni amici: vivono in una casa di 4 metri x 4 metri; erano nella stradina davanti a casa… di solito si sta in casa per mangiare e per dormire non per vivere (almeno nello slum). 

Stare in casa è impossibile. Tenere le distanze di sicurezza negli slums di Mumbai è impossibile… la popolazione è troppo fitta. 

Vicino alla nostra chiesa due giorni fa hanno iniziato a distribuire derrate alimentari per le famiglie che non hanno di che mangiare e subito si sono raggruppate più di 200 persone e la polizia è intervenuta per allontanarle. Il problema più grave sta diventando la vita quotidiana, mancano i soldi e gli alimenti. I dottori hanno chiuso gli ambulatori e così la gente non sa dove andare. Gli ospedali statali che sono ridotti ai minimi servizi e superaffollati nella normalità della vita quotidiana non possono reggere l’impatto. Non ci sono mascherine e sistemi di sicurezza per dottori e infermieri. Preghiamo per l’India e la sua gente. 

don Davide

NOTIZIE DAL MADAGASCAR 

MER 29/04/2020

da un estratto di don Luca Fornaciari

Purtroppo nei gg scorsi sono stati accertati una ventina di nuovi casi di coronavirus in tutta l’isola. Salgono a circa poco più di un centocinquanta casi non gravi ma già anche diversi guariti.  

Abbiamo ricevuto la possibilità di riprendere le attività pastorali e le messe. Per ora l’indicazione è di non superare le 50 persone riunite. Quindi incontri, riunioni, messe nei quartieri sono consentite ma non ancora le messe in chiesa.

Le autorità malgasce sono più rigide con le regole ora, piuttosto che all’inizio, quando nessuno sapeva ciò che sarebbe successo. Qui a Manakara non ci sono casi.

Se la situazione non cambia entro una/due settimane potremo tornare gradualmente alle attività. Da alcuni giorni ci è stato concesso di rientrare in chiesa ma con pesanti restrizioni, Ci ritroviamo a pregare nei vari quartieri della parrocchia e della campagna. Non possiamo cmq superare il limite delle 50 persone riunite, sempre rispettando le disposizioni delle Autorità locali.

La gente ha nel cuore un profondo senso di riconoscenza a Dio per lo scampato pericolo, e una generosità commuovente, nonostante le difficoltà di sempre, ulteriormente accentuate da un mese di quarantena parziale.

C’è una voglia di ritornare a pregare evidente e preziosa che occorrerà accompagnare perché non si sprechi. 

Un desiderio davvero contagioso, che mi coinvolge, ma che allo stesso tempo ci ricorda che occorre essere ancora prudenti, che bisogna continuare a pregare per noi e per i nostri fratelli nella fede che stanno soffrendo. 

Qui tutto bene… siamo rimasti a Manakara io don Simone Enrica e Luciano a Tanà ci sono Mauro Don Ganapini e Suor Giacinta e al momento sembra che tutti stiamo bene, Lunedì hanno riaperto alcune scuole.

Vi tengo aggiornati. Un saluto a tutti.

Don Luca Fornaciari

*L’articolo è stato pubblicato su “la libertà” in data 12/05/2020

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