se solo sapessero di quanto bene mi hanno fatto

Come vi accennavo nella scorsa lettera, ad ottobre sono finalmente iniziate le attività dell’oratorio nella nostra parrocchia di Ambalapahasoavana, abbiamo iniziato con un piccolo Grest di una settimana per trasmettere agli animatori, ai responsabili, ai ragazzi, ai bambini e a tutta la comunità i valori che si racchiudono dentro l’oratorio e in particolare nel Grest: amicizia, complicità, fraternità, gratuità, fatica e molto altro.

Mi era mancato tantissimo!
Che sia in italiano o in malgascio organizzare un Grest non è mai facile, ma è sempre bellissimo, quando lo facevo in Parrocchia a San Giovanni non gli davo così tanto valore, invece, farlo qui, dopo più di un anno lontana da un oratorio, mi ha fatto capire quanto sia importante per me e per la mia vita.
È stato un mese impegnativo, pieno di riunioni, impegni, preparazione di discorsi, traduzioni fino a notte fonda… però ogni attimo di tempo che ho dedicato a questo progetto, che fosse correre al mercato, o fare riunioni con i ragazzi, ne è valso la pena!
È stato un successo, non tanto per il numero dei bambini, che erano poco più di 120, ma per la complicità che si è creata con i 10 responsabili e gli animatori, siamo diventati un vero gruppo e c’è affinità! Non eravamo tanti, 27 in totale, però eravamo carichi e pieni d’iniziativa! Mi sono divertita tantissimo a lavorare con loro e cosa più importante è che mi sono sentita accolta, mai una volta mi hanno fatta sentire diversa, ero parte di loro e non come capo, ma al loro pari e vi assicuro che non è una cosa scontata qui.
C’era tutta la voglia di imparare e di ascoltarsi a vicenda e la cosa bella è che, tutto questo, persiste tutt’ora, c’è ancora la voglia di mettersi in gioco da parte di tutti!!

È stato distruttivo: alle 7:00 ritrovo in parrocchia pronti ad accogliere i bambini e iniziare le attività dalle 7:30 alle 11:00, dopo un’infinita pausa per i bambini ma minuscola per gli animatori, alle 14:30 ricominciavano le attività fino alle 17:30 naturalmente sempre per i bambini, mentre, per i santissimi animatori, fra riunioni e preparazione per il giorno dopo, non si tornava mai a casa prima delle 19:00!
Una vera prova di forza e di costanza per tutti, superata decisamente a pieni voti! Sono contenta del risultato e sono ancora più contenta del fatto che gli animatori abbiamo voluto continuare fin da subito, abbiamo quindi preso la palla al balzo e dopo 3 settimane dalla fine del Grest abbiamo iniziato le attività dell’oratorio.
Ogni sabato alle 15:00 dopo il catechismo, niente di impegnativo: qualche canzone, qualche ballo e un gioco tutti insieme, i bambini partecipano volentieri e aspettano le attività, rimproverandoci per un piccolo ritardo o per un’assenza, quindi noi siamo già contentissimi di questo!!

Con l’avvicinarsi del Natale ci è stata fatta una proposta dal consiglio pastorale: organizzare una recita sulla nascita di Gesù fatta dai bambini.
Quindi in poco più di tre settimane abbiamo raccolto e cucito i vestiti, preparato il copione, fatto le prove e riprove con i bambini, preparato i balletti e le poesie per tutti i bimbi che non avrebbero recitato e il 24 dicembre prima della Messa serale siamo andati in scena!
I bambini erano felici come non mai, noi animatori ancora più di loro per essere riusciti a concludere la recita al meglio e la Parrocchia, il Consiglio Pastorale e il presidente continuano ancora oggi a farci i complimenti e ringraziarci per quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare con i bambini.
Penso che la riconoscenza e la fiducia che i parrocchiani ci stanno dando e che soprattutto stanno dando agli animatori giovanissimi, sia incredibile, da noi è diventato un po’ scontato, ma qui vedere tutto nascere da zero è stato meraviglioso, i visi dei ragazzi quando i genitori li ringraziano sono impagabili, si sentono parte di qualcosa e soprattutto si sentono tutti responsabili del futuro dell’oratorio. Finita la recita e passato il giorno di Natale, ci siamo rimessi al lavoro e abbiamo fatto un piccolo Grest di 3 giorni, 26/27/28 dicembre.
I bimbi erano più di 140 e gli animatori con qualche perdita ma qualche nuovo ingresso, se la sono di nuovo cavata egregiamente e ognuno di noi è stato necessario nel suo piccolo. 

E ultima cosa: questi mesi sono stati anche mesi di grandi decisioni.
Ci ho pensato e ripensato, ci ho pianto e riso sopra e come ho sempre fatto, voglio condividere con voi la decisione presa: è ora di tornare a casa. Mi fa paura dirlo e tutto le volte che ci penso mi ritrovo in un vortice di pensieri e di ricordi, volti e momenti e inevitabilmente mi rattristo.
Devo tanto a tutte le persone che ho incontrato qui in missione, soprattutto ai malgasci. Mi hanno insegnato a sorridere di nuovo, a divertirmi di vero cuore e ad amare come mai avevo fatto prima. Quando parlo con loro e gli ricordo che il mio ritorno è vicino mi ripetono sempre una frase: “Sappiamo benissimo che ti dimenticherai presto di noi!” se solo sapessero o si rendessero minimamente conto di quanto bene mi hanno fatto, forse non direbbero quella frase, la mia sfida ora è fargli capire che mai e poi mai mi dimenticherò di loro, certo saremo lontani e le comunicazioni saranno molto difficili ma una parte del mio cuore rimarrà sempre qui e loro saranno sempre con me nel cuore e nelle preghiere.
Penso che anche la mia famiglia nella breve visita che ci hanno fatto a novembre si sia resa conto, ancora più dell’anno scorso, di quanto ci vogliamo bene qui. 

Per questo nuovo anno voglio augurarvi di trovare delle persone che vi amino davvero e vi auguro di riuscire a trovare delle persone da amare con tutto il vostro cuore, senza riserve e senza limiti
di tempo e di spazio! 

Buon 2020 a tutti!

Un abbraccio,
Giulia

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