Pane Nostro

 

Carissimi amici e carissime amiche,
la Pasqua brasiliana si annuncia con un autunno tropicale, di piogge e freddi improvvisi e anche carica di speranze e di grandi timori. Siamo sottoposti a continue alluvioni causate dalla pioggia improvvisa, che rovescia enormi volumi di acqua in tante regioni. Fiumi che straripano o, sarebbe meglio dire, “si riprendono i propri corsi naturali” e trascinano via le case, le strade, i ponti, causando migliaia di vittime e di senza tetto.
Anche se siamo distanti dall’Europa sentiamo le conseguenze di tante guerre nel mondo, in modo particolare in Ucraina, e questo ci mette sotto l’incubo di una possibile guerra mondiale di proporzioni smisurate e apocalittiche. Ciò che fa più paura è la forza della cultura della guerra, delle armi e del denaro. La logica della morte dell’altro, del diverso…la logica della morte dell’altro per raggiungere la pace…Pax Romana…, dividendo l’umanità in cittadini e barbari, amici e nemici.
“Se non vi convertirete morirete tutti allo stesso modo” spiegava Gesù ai suoi discepoli, dopo aver ricevuto la notizia che un gruppo di Galilei era stato ucciso dai soldati di Pilato per aver organizzato una sommossa antiromana a Gerusalemme, vicino al tempio.
Gesù veramente ci insegna, in questa Pasqua, come costruire la pace.
Gesù non è neutro.
È dalla parte dei poveri, degli oppressi.
Contro i potenti, sia nazionali che stranieri. Non fa uso di armi anche se sa che lo cercano per ucciderlo. È ucciso ma non uccide. Crede nel Regno di Dio, un Regno di Verità, costruito sulla proposta delle Beatitudini.
Insomma ci propone, con la sua morte e resurrezione, un modo diverso e possibile di condivisione, un modo diverso e possibile di vivere. Una “metanoia”, una conversione a 360 gradi…o “morirete tutti!”.- Non il potere, ma il servizio; non i supermercati, l’opulenza e il lusso di alcuni, ma il pane nostro di tutti i giorni, per tutti gli uomini. Non ci propone la falsità del tempio o dei mass media ma ci apre gli occhi per vedere, per contemplare, per riconoscerci fratelli. Ci propone la Casa del Padre, la felicità senza fine, fin da adesso, nel gesto di spezzare il pane, nel condividere la nostra vita con l’altro, con l’affamato, l’assetato, il nudo, il prigioniero, il profugo… rinchiuso nei ghetti o favelas o campi….recintati da filo spinato e da muri di razzismo.

Anche qui a Jandira ci prepariamo alla Pasqua.
La Caritas San Francesco ha ripreso il suo ritmo normale di accoglienza e di scuola. I bambini arrivano tutti con la mascherina che valorizza i loro occhi meravigliosi, pieni di luce, di gioia e di speranza.
La pandemia, con un carico di 660.000 morti,( grazie a Dio e all’80 per cento della popolazione che si è vaccinata ,contro gli indirizzi del governo e del presidente), sta perdendo forza. Non vedo l’ora di poter abbracciare i miei bambini, che hanno una voglia matta di saltarmi al collo.. Quando qualcuno mi chiede se ho dei figli io rispondo “si”, e se mi chiede quanti sono,… rispondo “900!”
Papa Francesco ci parla sempre di una chiesa in uscita. Anche la pandemia, con tutti i suoi mali, ci ha insegnato ad uscire dai nostri asili e visitare i bambini nelle loro case, nelle baracche, nelle favelas e vedere di che cosa realmente hanno bisogno, capire perché alcuni sono così irrequieti, nervosi, aggressivi.. “insopportabili”!
Quest’anno abbiamo anche una brava psicologa e una decina di maestre “extra” per seguire i bambini più in difficoltà, per un rapporto più armonioso con i compagni, con le maestre e con i propri genitori e i familiari.. uffa.. quanti problemi!!! in genere un bambino in difficoltà rappresenta una famiglia in difficoltà, sia economicamente che dal punto di vista psichico, e una famiglia in difficoltà rappresenta un mondo, la nostra società in difficoltà.
La padaria (panetteria) “Pane Nostro” continua a funzionare a pieno vapore, anzi a forno pieno, con 1500 e a volte 2000 pani al giorno, sia per i bambini dell’asilo che per le famiglie più povere.
Il pane non è venduto ma donato, grazie a tante persone in Italia che ci aiutano a comprare le farine. Ora il pane è dato anche ad un gruppo di persone, giovani mamme e anziani per lo più soli, a cui distribuiamo un litro di latte (proveniente dal governo) due volte a settimana.
L’8 marzo, festa della donna, ho avuto il piacere e l’onore di distribuire anche una rosa (qui non c’è la tradizione della mimosa) ad ogni donna presente. Una ottantenne mi ha abbracciato commossa e mi ha detto “grazie, tu sei il mio papà”.. bene, è da aggiungere quindi anche lei ai 900 “figli”…
In fondo al gruppo c’erano anche degli anziani, ma io ero rimasto senza rose; mi sono scusato con loro.. ma uno dei più anziani , visto il mio imbarazzo, mi ha detto “non si preoccupi, arriverà bene anche il mio giorno, quello vero”.. .Mi sono chiesto, quale sarà questo giorno, il giorno vero?
Non c’è la festa dell’uomo e per lui non c’è la festa del papà né del nonno;, infatti moglie e figli sono andati via, è vecchio, ammalato e solo. Forse dall’alto della sua croce mi ha annunciato che aspetta la sua resurrezione.. Questa fila di persone che aspettano pane e un po’ di latte, e si commuovono di gioia per un fiore donato…. ci chiama alla conversione (“se non vi convertirete..”).
Se non ci incamminiamo verso l’essenziale della vita, verso il nocciolo fondamentale della nostra esistenza, lasciando tutto ciò che è inutile e tutto ciò che è in più, tutto ciò che è superfluo, che è opulenza e lusso – Se non impariamo alla svelta a rispettare il nostro pianeta, la nostra Casa Comune , l’ecologia, vivere senza i carburanti , senza le armi, senza le guerre… – se noi non ci convertiamo, moriremo tutti, tutta l’umanità.
Io credo nella capacità di una conversione che ci possa portare ad un mondo nuovo, un mondo che è possibile e che Gesù chiama Regno di Dio, Regno di Verità. Un mondo dove tra gli esseri umani c’è un rapporto di fratellanza, di rispetto reciproco. E la Pasqua è proprio la Celebrazione della fede nella Resurrezione di Cristo, nostra vita, vita dell’umanità. È l’Uomo Nuovo , è il Cielo Nuovo e la Nuova Terra; vivere con Lui una vita eterna, che comincia ora, adesso, in cui non solo noi e il nostro pianeta, ma tutto l’Universo, canta con gioia l’inno del Te Deum, dell’Exultet (annuncio liturgico della Pasqua)…, una nuova vita che nasce. È PASQUA. Auguri di Buona Pasqua…infinita! Tanti auguri di cuore!

Un abbraccio grande e grazie a tutti voi per il ricordo, la preghiera e gli aiuti che ci mandate.

GRAZIE….anche a nome dei miei 901 figli e tanti altri…Buona Pasqua!!!

Don Giancarlo Pacchin “Gianchi”
Jandira, 5 aprile 2022