Una poesia per la pace

 

La Scuola per la pace è una delle attività di Ek’Abana.

Un antico proverbio africano spiega che “per crescere un bambino è necessario tutto un villaggio”, solo una intera comunità può formare ed educare un bambino per renderlo un adulto equilibrato.

La guerra, quella vera, che ha fatto milioni di morti (fonte ONU) in questa regione, è stata una piaga terribile di cui la gente porta ancora gli strascichi in ogni ambito della vita, ma la “guerra” con il vicino di casa che butta la sua spazzatura nel mio giardino o che fa rumore tutte le notti, è diventata troppo comune. Apro una parentesi: tutto il mondo è paese, anche in Italia mi sembra che il clima conviviale si stia trasformando in costante conflitto con un nemico reale o meno… e la chiudo.

Se la comunità è malata i bambini non avranno uno spazio sereno dove crescere. 

I bambini di Ekabana sono tra i più fragili, feriti da situazioni di abbandono pesanti, da sofferenze psicologiche grandi, qualcuno anche ferito dalla fame. Hanno bisogno di ambienti sereni in cui crescere. 

Per insegnare che la pace può risolvere i conflitti si è scelto di lavorare con i giovani delle scuole superiori… quindi un nutrito gruppo di volontari, guidati dall’infaticabile Destin, della biblioteca di Ekabana, organizza da qualche anno una scuola di pace. I volontari, sentinelle della pace, si recano nelle scuole e raccontano la pace, insegnando ai giovani metodi per risolvere i conflitti nella pace e portando le testimonianze di profeti di pace che hanno dato la vita per rivendicare diritti umani disattesi. 

Negli scorsi mesi le sentinelle han deciso di promuovere un concorso di poesia sulla pace tra i giovani. Una ventina di giovani studenti hanno risposto all’appello e si sono presentati a proclamare le loro poesie davanti ad un’intransigente e seria giuria e ad un pubblico attento.

Mi ha colpito molto che la quasi totalità delle poesie reclama la pace in modo drammatico. E’ descritta la guerra e la sofferenza, a volte in modo molto toccante, e si implora l’arrivo della pace.
Molti ragazzi e ragazze non conoscono che la violenza, sono nati durante la guerra e ancora in questi giorni loro stessi, i loro parenti e amici subiscono le conseguenze della diffusa insicurezza.
Ho visto così come fosse importante dare sfogo alla voglia di pace di questi giovani, che sognano un mondo migliore dove vivere bene e si impegnano nello studio per costruirlo.

Il concorso si è svolto in tre tempi, il sabato pomeriggio, ed è stato dedicato ai bambini africani, la cui giornata mondiale si festeggia il 16 giugno. La finale e la proclamazione dei vincitori, il 30 giugno, è stata accompagnata dall’alzabandiera e dall’inno nazionale cantato dai bimbi, (è la festa dell’indipendenza del paese, 30 giugno 1960) dalle danze delle bimbe di Ekabana, e da un piccolo rinfresco (pane, arachidi, succo di frutta per tutti).

Grande festa per vincitori e vinti, tutti con la speranza che vinca la pace.

Donata Frigerio
Bukavu, RD Congo