Domenica 24 marzo, la nostra Chiesa di Reggio Emilia – Guastalla vivrà la Giornata Missionaria Diocesana.
E’ questo un appuntamento importante per la nostra comunità e per ciascuno di noi. Nel mondo moltissime persone lontane non conoscono ancora Gesù, non ne hanno mai sentito parlare: nessuno ha ancora portato loro il Vangelo. Questa consapevolezza non può non spingerci a pregare per i missionari, religiosi e laici, che dedicano la loro vita all’incontro con questi uomini e donne che, seppur lontani culturalmente e geograficamente, sono vicinissimi al cuore di Dio: per tutti infatti il Signore ha dato la Sua vita. Egli vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità (1Tim 2,4).
Nel mio recente viaggio in Africa Orientale ho potuto vedere ancora una volta che cosa significhi la realtà di una Chiesa che sta cominciando a mettere le radici in popoli che ancora non hanno incontrato fino in fondo il Vangelo: quale dispendio di energie materiali e spirituali, quanta pazienza, quanto sacrificio! E allo stesso tempo: quanta gioia! Spendere il proprio tempo per la diffusione della Parola di Dio non può che dare soddisfazione alla vita di chi si dona: è obbedienza al comandamento di Gesù (cf. Mt 28,18-20) ed è imitazione di lui. Si è più beati nel dare che nel ricevere! (At 20,35).
Senza dubbio i missionari del Vangelo (e la nostra diocesi ha la grazia di averne molti, sparsi in tutto il mondo!) hanno bisogno di essere sostenuti, sia con la preghiera che con un aiuto economico. Ricordarci di loro non deve essere per noi semplicemente un “dovere morale” o un atto di solidarietà. Sostenendoli, noi diventiamo realmente partecipi della loro opera. Diventiamo parte della missione di Gesù nel mondo, verso i più poveri e i più lontani. Il nostro affetto e il nostro impegno non sono qualcosa di sterile e insignificante: ha una reale risonanza nel mondo e soprattutto ha un’eco nel cuore di Dio! È reale compartecipazione.
Se ci guardiamo intorno, notiamo subito che anche moltissime persone vicine, e in particolar modo i giovani!, non conoscono più Gesù. Non solamente non frequentano più la messa, l’oratorio e la catechesi: non lo conoscono affatto! Non sanno più chi è! I vicini sono diventati anch’essi lontani. Ciò è accaduto e continua ad accadere per molte ragioni. Forse spesso, le nostre comunità cristiane, così desiderose di sostenere le missioni lontane, hanno dimenticato che esse stesse sono chiamate ad essere missionarie, e cioè evangelizzatrici delle persone vicine, quelle che si incontrano tutti i giorni, che nascono, crescono e vivono nei nostri paesi e nei nostri quartieri. La Chiesa è sempre in stato di missione, e lo stesso vale per tutti i credenti. Abbiamo la responsabilità di testimoniare ciò in cui crediamo e di portare la lieta notizia che ci ha raggiunti indistintamente a tutti, a partire dai nostri vicini di casa e dai colleghi di lavoro.
La Giornata Missionaria Diocesana che stiamo per vivere deve avere pertanto due scopi: sentirci parte dell’opera dei nostri missionari nel mondo e riscoprirci noi stessi missionari del Vangelo lì dove siamo. Quanto più saremo consapevoli del nostro compito nella vita di tutti i giorni, tanto più crescerà in noi il desiderio che tutti gli uomini del mondo possano essere raggiunti dalla persona di Gesù e aprire il loro cuore alla sua presenza. Buona missione a tutti!
