LUCIEN BOTOVASOA: primo beato della diocesi di Farafangana
secondo dei Laici Beati Malgasci
Dopo l’ingresso del nuovo Vescovo, lo scorso 12 aprile, è ancora festa a Farafangana, in Madagascar. Questa volta per la beatificazione di Lucien Botovasoa, martire della giustizia, dell’amore, della carità e della fede, anche secondo martire laico malgascio, dopo la beata Victoire Rasoamanarivo. La sua proclamazione sarà fatta dal cardinale Angelo Amato a Vohipeno domenica il 15 Aprile.
Per i laici, la beatificazione di Lucien Botovasoa aiuta a capire che è possibile occuparsi della famiglia senza dimenticare la responsabilità nella chiesa e il risanamento del Paese.
Il maestro Lucien Botovasoa è nato verso il 1908 ad Ambohimanarivo Vohipeno, cioè a 42 km a sud di Manakara ed era il primogenito di 9 figli. Cominciò a studiare nella scuola pubblica; poi quando la scuola cattolica della parrocchia fu aperta, Lucien vi si trasferì. Allora fu battezzato e cominciò a ricevere la comunione a 14 anni. Dopo la sua comunione, Lucien si trasferì a Ambozontany Fianarantsoa per continuare gli studi nella scuola dei Gesuiti, chiamata Scuola San Joseph. Lì si distinse come uno studente brillante, dotato nella lingua latina, francese e anche inglese. Tutti i suoi amici a scuola e in città erano molto legati a lui perché era veramente socievole, amante della musica, sportivo.
Dopo i suoi studi, quando diventò maestro, tornò nella sua parrocchia d’origine e lavorava con i sacerdoti all’educazione e alla formazione dei cristiani e sopratutto dei giovani della città di Vohipeno. A scuola, il suo insegnamento fu inseparabile da una educazione alla fede. Prima di tornare a casa, ai suoi studenti Lucien non dimenticava di leggere e spiegare la storia dei santi con un metodo piacevole, attraente, ardente, desiderabile affinché il cuore degli ascoltatori fosse toccato.
Le religiose Figlie della Carità, come Sr. Marie-Joseph, vedendo la sua intelligenza e la sua vita esemplare gli proposero di scegliere la vita sacerdotale, ma lui rifiutò. Il 10 ottobre 1930, si unì in matrimonio con Soazana ed ebbero 8 figli.
Oltre alla formazione dei gesuiti che aveva ricevuto a scuola, dal 1940 Lucien si interessò alla figura di S. Francesco di Assisi e scoprì la regola del Terzo Ordine Francescano. I testi di questo santo divennero un punto di riferimento per i suoi studi e per la sua meditazione. Questo lo spinse a vestire gli abiti del Terzo Ordine Francescano l’8 dicembre 1944. Viveva la povertà evangelica, praticava il digiuno tutti i venerdì. Alle 4 di mattina, tutti i giorni, anche se pioveva, Lucien era già nella chiesa per pregare: la corona del Rosario è inseparabile da lui, per cui ha ricevuto il soprannome di “Rabepikopiko”, (colui che ha dei grani di pikopiko, simili ai grani del rosario).

L’abitazione del Beato Lucien
Lucien non è solamente un uomo dell’insegnamento e della fede: sia l’insegnamento che la fede lo rendono un uomo di giustizia. Una sera, un venditore di bestiame aveva uno zaino pieno di soldi. A causa dell’ubriachezza, il suo zaino era caduto a terra. Lucien lo trovò e lo restituì di buon mattino a questo povero venditore. Quest’ultimo voleva dargli una grande somma di denaro, ma Lucien rifiutò fermamente dicendo: “sono cristiano, non faccio che il mio dovere”.
Dopo la guerra mondiale, nel 1947, la ricerca dell’indipen-denza dalla colonizzazione francese era forte nella parte Est e Sud-Est del Madagascar. Si erano formati due gruppi politici, diversi nel modo di pensare per arrivare alla indipendenza: il MDRM (Mouvement Democratique de la Rénovation Malgache) e il PADESM (Partie de déshérités de Madagascar). In quanto intellettuale della regione, tutti e due i gruppi cercarono Lucien Botovasoa perché diventasse membro e allo stesso tempo segretario del partito, ma la sua scelta era chiara: lui era un uomo della fede, della Chiesa e non dei partiti politici.

La cappella costruita sul luogo della decapitazione di Lucien
Non contento di questo rifiuto, il Re d’Ambohimanarivo, che era ancora pagano, si chiamava Tsimihono, cercò una ragione per accusarlo di disobbedienza. I cristiani aiutarono Lucien a scappare nella foresta. Il Re minacciò suo fratello André e i suoi cugini. Per evitare il dramma che stava succedendo, Lucien ritornò a Ambohimanarivo di notte, alle ore 21 del 16 Aprile 1947. Condotto nella casa del Re e dopo un processo non regolare, Lucien fu condannato a morte il 17 aprile. Prima della sua esecuzione, Lucien chiese un tempo che gli permettesse di pregare per la chiesa, per la sua famiglia e anche per i suoi carnefici. Fu decapitato e il suo corpo fu gettato nel fiume di Matitanana.
Louis Deguise, sacerdote Lazarista francese, diventato Trappista alla fine della sua vita, scrisse la sua storia. Père Vincent Carme trovò gli appunti di Louis Deguise e li divulgò. Nel 2011, Monsignor Benjamin Ramaroson formò una commissione diocesana, diretta da un antropologo francese che aveva lavorato per tanto tempo in Madagascar e sostenuta da Kolo Delphin, Rettore del Seminario maggiore di Vohitsoa Fianarantsoa. Il tribunale diocesano concluse i suoi lavori il 17 aprile 2013. Giovedì 4 maggio 2017, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione della Causa dei Santi a pubblicare un decreto che proclama la beatificazione di Lucien Botovasoa.
Nuovo Vescovo nella diocesi di Farafangana
il prossimo 12 aprile 2018
E’ grande festa a Farafangana per l’arrivo del nuovo Vescovo, Mons. Gaetano Di Pierro.
Con una solenne funzione, giovedì 12
aprile, farà ingresso nella diocesi malgascia che gli è stata affidata, dove operano alcuni nostri missionari, don Giovanni Ruozi, don Luca Fornaciari, don Simone Franceschini e diversi laici.
Era atteso, da tempo.
Dopo il trasferimento di Mons. Benjamin Ramaroson nella diocesi di Diego (2014), Farafangana non aveva più il suo Vescovo fino a quando, lo scorso 3 marzo, Papa Francesco nomina il nuovo, Mons. Gaetano. E’ un italiano di Porta Nova, Foggia, in Puglia, e fa’ parte dell’ordine dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (dehoniani), inviato dal suo Superiore a essere missionario in Madagascar dal 1975. Prima della nomina per Farafangana, era già vescovo di Moramanga.
Il suo ingresso avviene tre giorni prima della beatificazione di Lucien Botovasoa (15 aprile), primo beato della diocesi di Farafangana, secondo dei laici Beati malgasci.
