I Centri Missionari promotori di Pace
Martedì 14 aprile 2026 come membri del CMD di Reggio Emilia abbiamo partecipato all’incontro dei Centri missionari della Regione Emilia-Romagna. Nella fattispecie abbiamo ascoltato l’intervento di fr. Alberto Degan Comboniano sull’urgenza del compito che come Cristiani siamo sollecitati a fare circa il nostro impegno per la Pace nel mondo.
Quello che segue sono i suoi appunti distribuiti all’assemblea per l’occasione.
LA PACE, MISSIONE DI GESU’. I CENTRI MISSIONARI PROMOTORI DI PACE
“Egli è venuto ad annunciare la pace” (Ef 2,17). “Egli è la nostra pace” (Ef 2,14).
“La pace (di ieri) è finita, Non abbiamo tempo per indulgere nella nostalgia”. Viviamo in “un mondo di guerre, un mondo di predatori” (U. von der Leyen).
Papa Leone, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, ci indica tre vie di resistenza e di speranza.
La PRIMA È UNA VIA DI FEDE. Siamo chiamati a rinvigorire e rinnovare la nostra fede in Gesù, Principe della pace.
Siamo chiamati a CREDERE NELLA LUCE: “Il contrasto fra tenebre e luce… è un’esperienza che ci attraversa e ci sconvolge nelle circostanze storiche in cui ci troviamo a vivere. Ebbene, VEDERE LA LUCE E CREDERE IN ESSA è necessario per non sprofondare nel buio… La pace esiste vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza resiste alla violenza e la vince”.
Gesù non è “un ideale lontano” ma “una presenza” che noi “sperimentiamo, custodiamo e coltiviamo”.
“Auspico che ogni diocesi possa promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza … Ogni comunità diventi una ‘casa della pace” (Papa Leone).
“Noi siamo portati a considerare questa guerra in Europa (in Ucraina) come un fatto eccezionale. Ma in realtà, l’eccezione non è questa guerra, l’eccezione sono stati questi 75 anni di pace” (Lucio Caracciolo).
La vita di Gesù nel nome della pace
Nascita: “Pace in terra agli uomini che Dio ama” (Lc 2,14); “Guida i nostri passi sulla via della pace” (Lc 1,79).
Missione: “In qualunque casa entriate, come prima cosa dite: “Pace a questa casa” (Ef 6,15).
Passione: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non ve la do come la dà il mondo” (Gv 14,27). Resurrezione: “Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, così anch’io mando voi” (Gv 20,21).
“Rimetti la spada nel fodero, perchè tutti quelli che impugnano la spada periranno di spada”(Mt 26,52-53).
A sconcertare i discepoli fu la sua risposta nonviolenta quando disse: «Rimetti la spada nel fodero». La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi profeticamente testimoni (Papa Leone).
La SECONDA VIA È UNA VIA “CULTURALE”. Il Papa ci invita a COMBATTERE LA NARRATIVA DEL MAINSTREAM sul tema della guerra e della pace. Il mainstream dice: questo è il tempo della guerra, chi non lo accetta è un alienato, non è realista. Papa Leone capovolge l’accusa: “Si perde di realismo quando si cede a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura. Non sono pochi oggi a chiamare realistiche le narrazioni prive di speranza, cieche alla bellezza altrui, dimentiche della grazia di Dio che opera sempre nei cuori umani”.
Papa Leone denuncia quegli “atteggiamenti fatalistici” che accettano con rassegnazione le nuove politiche di guerra, “come se le dinamiche in atto fossero prodotte da strutture indipendenti dalla volontà umana”.
Dobbiamo proporre una nuova narrativa, denunciando che dietro questi venti di guerra ci sono “enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati” come dimostrano “i ripetuti appelli a incrementare le spese militari”.
“Negli ultimi 10 anni, abbiamo investito 8 miliardi di euro nel Fondo per la difesa, ma quest’anno attiveremo fino a 800 miliardi di euro di investimenti entro il 2030”. (Ursula von der Leyen).
Nella nostra narrativa dovremmo sottolineare che “la pace non è un’utopia” e non si costruisce con le armi, ma solo “nella vicendevole fiducia”. La pace è “un obiettivo che può essere conseguito, poiché esso è reclamato dalla retta ragione ed è desideratissimo” (Papa Leone).
“L’applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali ha radicalizzato la tragicità dei conflitti armati. Si va persino delineando un processo di deresponsabilizzazione dei leader politici e militari, che porta a delegare alle macchine decisioni riguardanti la vita e la morte di persone umane. È una spirale distruttiva, senza precedenti …” (Papa Leone).
Dobbiamo far sì che tramonti presto questa stagione della storia segnata dalla guerra e dalla prepotenza della forza e inizi una storia nuova. Ci vuole una storia diversa del mondo: “la storia dell’età negoziale” la storia di un mondo nuovo senza guerra”, basata sul “dialogo, il negoziato e la cooperazione” (Papa Leone, Discorso ai partecipanti all’Incontro di Preghiera Internazionale per la Pace organizzato da Sant’Egidio).
La TERZA VIA DI RESISTENZA: è urgente e necessaria un’ AZIONE POLITICO-SOCIALE da parte di fedeli e cittadini coscientizzati: “Se il modo migliore per dominare è seminare la mancanza di speranza e suscitare la sfiducia costante, a una simile strategia va opposto lo sviluppo di società civili consapevoli, di forme di associazionismo responsabile, di esperienze di partecipazione non violenta”.
Per costruire la pace, abbiamo bisogno di “società civili consapevoli”. Di fatto, la pace di cui parla la Bibbia nasce dalla coscienza “che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo” (LS 29). Questa responsabilità si gioca in due spazi vitali del nostro essere umani: il cuore e la Storia. Da un lato c’è la situazione – spesso drammatica – del mondo, della storia che ci è data di vivere; e dall’altro, c’è l’atteggiamento che il nostro cuore assume di fronte a questa realtà.
In questa passione per la storia, come società civili consapevoli e come cristiani consapevoli, è fondamentale essere coscienti dei vuoti della storia.
San Paolo ci ricorda che, come cristiani, siamo chiamati ad “arrivare tutti … allo stato dell’uomo perfetto, alla realizzazione della statura della pienezza di Cristo” (Ef 4,13).
Dobbiamo “irradiare e riempire dei valori di Cristo i grandi vuoti della storia” (Ugo Vanni), tutti gli ambiti della vita umana in cui non abbiamo ancora permesso a Gesù di entrare.
“Una fede autentica… implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo… Tutti i cristiani, sono chiamati a preoccuparsi della costruzione di un mondo migliore” (EG 183).
Dobbiamo batterci perché la politica torni ad essere se stessa, e impegnarci a “far risorgere la nostra vocazione di cittadini del nostro Paese e del mondo intero” (Fratelli Tutti 66).
“I Palestinesi sono stati etichettati come “ungrievable” cioè, sono persone le cui vite non sono considerate degne di valore. Se muoiono, non lo consideriamo una vera perdita, perché essi sono meno che umani. Una vita indegna del nostro pianto è una vita che per noi non ha mai contato niente”. “Se tutte le vite fossero considerate degne di lutto ci impegneremmo a salvaguardarle, e allora cambierebbe la condotta delle classi politiche e degli operatori economici” (J. Butler).
E’ urgente educarci all’amore politico.
Dobbiamo assumere questo impegno con convinzione. Perché se non coltiviamo la spiritualità dell’amore politico, la politica seguirà un altro orizzonte teologico, che potremmo definire “semplicemente satanico e perverso. La tragedia di Gaza, i morti in Ucraina, i cadaveri del Mediterraneo, le minace atomiche… sono lo specchio di questo satanismo politico” (D.Sabatino).
“Se non si raggiunge questo accordo, scoppierà l’inferno, come nessuno ha mai visto prima, contro Hamas. In un modo o nell’altro ci sarà la pace in Medio Oriente” (Trump).
Fr Alberto Degan, Comboniano
